giovedì 19 agosto 2010

Io sono io.

In questo mondo di conformisti e moralisti, DEVI etichettarti.

Devi prendere un nome, un gruppo, una definizione e imprimerla col fuoco sulla tua pelle.
Un marchio che annulla il tuo libero pensiero, che ti omologa e ti spersonalizza.

E questo vale per tante, troppe cose. Politica, musica, semplice svago...

Non puoi pensarla come vuoi TU, ma come vogliamo NOI. Non dialogo, non discussione, non legittima differenza: ma appiattimento.



Ma io non ci sto.

Voglio avere il diritto di pensarla come voglio.

Avere le mie idee, pur rispettando quelle altrui e riconoscendo i miei errori, ovviamente.

Voglio essere me stesso.
Solo me stesso.



Voglio ascoltare Musica senza curarmi di etichette, pregiudizi e preconcetti.

Voglio apprezzare Marx senza essere "comunista".

Voglio leggere di anarchia senza essere "anarchico".

Voglio disprezzare Stalin, senza essere "di destra".

Voglio leggere di Gesù senza essere "cristiano".

Voglio vivere la spiritualità orientale senza essere "buddhista".



Voglio sognare senza essere un "illuso".



Voglio vivere senza essere nient'altro se non me stesso.

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